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martedì, 30 ottobre 2007
"E voglio vivere come i gigli nei campi,
come gli uccelli del cielo campare,
e voglio vivere come i gigli dei campi,
e sopra i gigli dei campi volare. A Pa',tutto passa, il resto va" (F. de Gregori)
Vorrei essere un giglio di campo, con delle radici profondissime, per non dover mai avere sete. Vorrei essere almeno una volta nel giardino, senza doverlo guardare dal buco della serratura. vorrei essere portata via dal vento e cullata dall'aria. Vorrei accarezzare ancora una volta Boris. Vorrei essere pioggia di maggio. Vorrei essere mia madre,che mi ama incondizionatamente. Vorrei vivere in un quadro di Degas, leggera e spensierata come una delle sue ballerine. Vorrei conoscere Dio e fargli un paio di domande, ma soprattutto avere un paio di risposte. Vorrei mandare via il magone. Vorrei sentire il telefono squillare. Vorrei essere Egle, la moglie di Conte, per sapere che sapore ha quel gelato al limone. Vorrei sentire una sola volta ancora il rumore della panda di nonno. Vorrei legare Guillermo Habacuc Vargas a una corda e lasciarlo crepare. Vorrei un interruttore sulla testa per dimenticare quello che non ti va di ricordare. Vorrei non aver mai incontrato i suoi occhi e ascoltato la sua voce. Vorrei essere una merda, una troia, un'insensibile. Vorrei chiudere gli occhi e trovarmi nel peggiore bar di Caracas. Vorrei essere tra le sue braccia. Vorrei essere il direttore del Louvre. Vorrei che lelacrime finissero. Vorrei sentire ancora una volta le sue mani. Vorrei fumarmi una canna con Pasolini. Vorrei essere sotto le stelle una domenica di maggio, quella domenica di maggio. Vorrei svegliarmi e scoprire che è ancora luglio. Vorrei essere l'uomo di latta del mago di Oz. Vorrei fare larivoluzione. Vorrei essere a Parigi. Vorrei che mia nonna avesse vent'anni. Vorrei conoscere Sergio Rubini. Vorrei diventare una grande donna. Vorrei mancargli almeno un pò. Vorrei cantare una canzone con Faber. Vorrei che "Se ti tagliassero a pezzetti" fosse stata scritta per me. Vorrei non sentire questo dolore. Vorrei raccontare di me a mio padre. Vorrei non essere più ipocondriaca. Vorrei essere ancora il canto più bello del suo cuore e non questa canzone stonata. Vorrei conoscere Luis Sepùlveda. Vorrei baciare Marcello Mastroianni. Vorrei avere due anni e mamma che mi canta di quella notte che pioveva a catinelle e si andava in giro senza le bretelle. Vorrei essere vittima di scherzi a parte. Vorrei che non mi mancasse così tanto.
giovedì, 25 ottobre 2007
Ti amo come
Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi
pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
Per il mio Bel Pittore immobilizzato sul divano di casa...Sei così bello che il freddo ti si è attaccato alla gamba a mò di Koala! Guarisci presto! Smack!!!
We might kiss when we are alone
When nobody's watching
We might take it home
We might make out when nobody's there
It's not that we're scared
It's just that it's delicate
So why do you fill my sorrow
With the words you've borrowed
From the only place you've known
And why do you sing Hallelujah
If it means nothing to you
Why do you sing with me at all?
We might live like never before
When there's nothing to give
Well how can we ask for more
We might make love in some sacred place
The look on your face is delicate
So why do you fill my sorrow
With the words you've borrowed
From the only place you've known
And why do you sing Hallelujah
If it means nothing to you
Why do you sing with me at all?
So why do you fill my sorrow
With the words you've borrowed
From the only place you've known
And why do you sing Hallelujah
If it means nothing to you
Why do you sing with me at all?
Damien Rice
Ieri ho portato il mio micio dal veterinario...a dire addio ai gioielli di famiglia! Appena varcata la soglia dello studio sono stata presa da una crisi diDpm (disturbo da personalità multipla). La svampita e pacifista studentessa di storia dell'arte si è trasformata in un pedante e sadico agente del Kgb, tra i più odiosi e figli di puttana! Inizialmente ho cercato di trattenermi, limitandomi ad affiancare mia madre (scelta dal veterinario come sua assistente) e a rassicurare il gatto. Ma alla fine ho ceduto e ho lasciato che la crisi facesse il suo naturale decorso. L'agente del Kgb ha cominciato a rivolgere al medico una valanga di domande da fare invidia al più allenato e curioso Alberto Angela. Il tavolo operatorio separava il dottore degli animali dal bastardo agente del Kgb, mentre l'interrogatorio avveniva sotto la forte luce della lampada da vista dello studio. Per non rendermi immediatamente invisa agli occhi di colui che aveva nelle sue mani la vita (se così vogliamo definirle) del mio animale, sono partita con delle semplici domande da persona apprensiva e leggermente preoccupata per le sorti del gatto:
Kgb:"Dottore,ma non sarà pericoloso castrare un gatto di 5 anni? Eh, si dipende da chi lo fa e come lo fa...Giusto...Ma non sarà allegrico all'anestesia? Le è mai capitato? Ah, Si...? ED è riuscito a salvare la bestia? Capisco...si, si, lo so che non sarà questo caso...Certo...Ma non sentirà dolore? Eh si, giusto, è sotto anestesia...ma allora perchè ha gli occhi aperti?"
...per poi passare a domande trabocchetto, studiate solo ed esclusivamente con lo scopo di vagliare la professionalità e la competenza del libero professionista:
Kgb:"Lei lavora solo qui? Ah...qui in ambulatorio e a domicilio nelle fattorie, capisco. Ma lei si sente più competente con gli animali domestici o con quelli da stalla? Sa...per curiosità...Da quanto tempo esercita? E si è laureato a ?"
L'uomo in camice bianco ha risposto senza fare una piega a tutte le provocazioni dell'agente russo con educazione e chiarezza, non senza rinunciare però alla vendetta. Ma l'occasione gliel'ho offerta io. Incapace di assistere all'operazione, mi sono voltata di spalle, inserendomi nell'angolo tra il muro e la libreria, tipo scena finale in The Blair Witch project. Appena terminato il tutto, il veterinario (appresa ormai la mia scarsa confidenza pratica con il pulp) ha chiesto candido a mia madre (ma voleva colpire me,lo so)
Veterinario: " Signora,le fa impressione quello che ho tolto?"
Alla risposta negativa di mia madre, che credeva stesse alludendo alle garze sporche di sangue sul tavolo operatoprio, il dottore, con un'eleganza che rasentava pose manieristiche, ha allungato sotto il mio naso una vaschetta contenente due specie di adenoidi in umido,di colore rossastro. Ho cercato di contenere l'eccessiva salivazione (soglia immediatamente precedente il rigurgito) e ho incassato molto filosoficamente il colpo. Partita conclusasi uno a uno per il veterinario. Spettatori in campo uno e mezzo (mia madre e il gatto strafatto di etere). Morale della favola: non farti prendere dall'ipocondria e l'ansia e fatti i cazzi tuoi!
sabato, 20 ottobre 2007
Quando hanno aperto la cella
era già tardi perché
con una corda al collo
freddo pendeva Miché
tutte le volte che un gallo
sento cantar penserò
a quella notte in prigione
quando Miché s'impiccò
stanotte Miché
s'è impiccato a un chiodo perché
non voleva restare vent'anni in prigione
lontano da te
nel buio Miché se n'è andato sapendo che a te
non poteva mai dire che aveva ammazzato
soltanto per te
io so che Miché
ha voluto morire perché
ti restasse il ricordo del bene profondo
che aveva per te
vent'anni gli avevano dato
la corte decise così
perché un giorno aveva ammazzato
chi voleva rubargli Marì
l'avevan perciò condannato
vent'anni in prigione a marcir
però adesso che lui s'è impiccato
la porta gli devono aprir
se pure Miché
non ti ha scritto spiegando perché
se n'è andato dal mondo tu sai che l'ha fatto
soltanto per te
domani alle tre
nella fossa comune sarà
senza il prete e la messa perché d'un suicida
non hanno pietà
domani Miché
nella terra bagnata sarà
e qualcuno una croce col nome la data
su lui pianterà
e qualcuno una croce col nome e la data
su lui pianterà.
(Faber)
Michè la tua è stata sfiga! Sei nato al momento sbagliato. Se fossi vissuto di questi tempi saresti ancora vivo, con la tua Marì. Chi se li fa in Italia vent'anni di carcere per omicidio?
giovedì, 18 ottobre 2007
IL PIU' BELLO
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
(NAZIM HIKMET)
Io mi sento un neomillepiedi. Si, proprio un neomillepiedi! Ricordo che un giorno il Presidente disse al mio Bel Pittore che l'amore fiacca l'animo. Stasera mentre ero in treno ci pensavo...In realtà non credo si tratti di fiaccare, quanto di rilassare completamente i nervi. Perlomeno è questo che provo io....relax. Ed è una condizione così nuova e lontana dal mio solito modo di essere che sembra non appartenermi. Cioè, io ci faccio caso. E' come quella storiella del millepiedi. La coccinella chiede al millepiedi come fa a non inciampare con tutte quelle zampette che si ritrova. E il millepiedi risponde che semplicemente non ci pensa. Quelle decine, centinaia di zampe sono sue, da sempre, da generazioni, come fossero un'unico grande arto si muovovno in perfetta sintonia senza che lui ci faccia caso. Io in questo periodo mi sento come un neomillepiedi. Sono il capostipite della mia specie. Tutte queste zampette mi stupiscono ancora, mi affascinano, mi incuriosiscono. Come si fa a muoverle nel modo corretto senza che le destre inciampino nelle sinistre? Senza che la destra numero 89 parta contemporaneamente alla sinistra numero 90 e alla destra numero 91 ? E il dolore? Lo percepirò con la stessa intensità sia per quelle più avanti che per quelle giù in fondo? Oppure scoprirò di essermi spezzata la zampa numero 258 quando ormai la cancrena sarà giunta al ginocchio? C'è da impazzire (anche se un viaggio mentale del genere è un evidentissimo campanello d'allarme)! Va beh, tornando a noi, questa sensazione di pace nel cuore erano otto anni che non la sentivo e mi sembra quasi di essere malata.
"Dottore sto morendo...non ho più la tachicardia...E poi, ricorda, quel senso di angoscia? E'sparito! E quel rancore, alla Nick Molise, sono circa sei mesi che non lo avverto più! Mi dica...è grave?"
La mia ultima relazione sentimentale, durata circa sei anni, era qualcosa di allucinante. Tipo Dino Campana e Sibilla Aleramo (ma senza poesia... )! Nel mio vocabolario le parole serenità, tranquillità e pace erano state sostituite da Valium, Ansiolin e Lexotan! Finito questo rapporto (nel modo più banale e squallido) sono seguiti quasi due anni di solitudine totale. Due anni di riflessione su errori, pregi, timori, cazzate e attività masturbatoria intervallata da una discutibile scopata! Il tutto condito con una buona dose di cinismo, misantropia acuta, rancore verso tutti, partendo dal mio ex e dalla mia migliore amica (inutile specificare il nuovo legame nato tra loro), e disillusione verso tutto, dalla politica alla fede! Poi un giorno, un quadro...e lui, il mio Bel Pittore...con tutta la sua dolcezza, la sua arte, la sua passione, le sue mani, la sua innocenza, i suoi baci infiniti, la sua filosofia, i suoi colori, le sue date, i biglietti del treno, lo zainetto con la coperta, i suoi quadri, le telefonate notturne...e mi ha sconvolto l'equilibrio costruito piano piano, un'imprecazione dietro l'altra. Lo so che questo post è un deirio, ma avevo voglia di parlare di lui, perchè è più unico che raro. Perchè spesso sono il camionista della coppia. Perchè ascolta e sopporta le mie ipocondrie. Perche quando siamo per strada e passa una macchina mi spinge verso il marciapiede. Perchè quando mi guarda gli brillano gli occhi. Perchè come fa l'amore lui...Perchè è l'unica persona veramente anticonformista che io conosca. Perchè le sue domande sono stupide quanto le mie. Perchè le sue parole sono dolci come il miele. Perchè è bello, dentro fuori e intorno. Perchè lo amo. Anche se non glielo dico spesso. Perchè è il mio Bel Pittore e sogna. Oh, adesso mi sento molto meglio! Notte.
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa
'ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra
mi sentu stranizza d'amuri... I'amuri (Franco Battiato)
mercoledì, 17 ottobre 2007
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.
Pablo Neruda
Volevo inaugurare il mio blog con qualcosa di intelligente, profondo, spirituale (dolce vanagloria!) e sinceramente penso che questa poesia sia una delle cose più intelligenti e profonde e tanti altri e che abbia mai letto! Ho deciso di metterla nero su bianco perchè voglio che diventi per me un memorandum, perchè la prossima volta che mi capiterà di leggerla non voglio più vergognarmi come una ladra...vergognarmi di dimenticare che ho 26 anni e a 26 anni è tutto ancora in gioco!
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