La Confraternita del Primitivo

   Come sopravvivere a Ravenna

 



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mercoledì, 14 novembre 2007
 

La casa del ladro

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

(Ascanio Celestini)

Eh bravo Ascanio...che tra l'altro nella puntata di Parla con me dell'11 febbraio ha dedicato questa canzone a Gaetano Bresci, l'anarchico venuto dall'America, che il 29 luglio 1900 a Monza uccise a colpi di rivoltella il re d'Italia Umberto I di Savoia. Bresci intendeva vendicare l'uccisione a Milano, nel 1898, degli operai che manifestavano durante quella che passò alla storia come la Protesta dello Stomaco (e il nome dice tutto). Il generale Bava-Beccaris ordinò di sparare colpi di cannone contro la folla. Ma probabilmente la responsabilità politica dell'atto fu del re in persona. Gaetano Bresci, che dalla Toscana era emigrato in America, nel New Jersey, il 17 maggio 1900 ha riaffrontato la non piacevole traversata atlantica con il solo scopo di punire il colpevole dell'eccidio. Una questione di principio. La fratellanza universale.

postato da ipo | 10:25 | commenti (2)
musica, celestini


sabato, 10 novembre 2007
 

Nelle Indie di quaggiù!

Lucania

M'accompagna lo zirlio dei grilli

e il suono del campano al collo

d'un'inquieta capretta.

Il vento mi fascia

di sottilissimi nastri d'argento

e là, nell'ombra delle nubi sperduto,

giace in frantumi un paesetto lucano.

(Rocco Scotellaro)

 

 

Sono a casa da un mese. Nella mia Lucania. Che la maggior parte dei ragazzi della mia età ha rinnegato come una vecchia puttana o, peggio, come una figlia disabile, che impedisce di goderti a pieno la vita. E siamo partiti tutti. Per studiare. Perchè non ci sono (o meglio, non c'erano) tutte le facoltà all'Università degli studi della Basilicata. Ma pochi sono tornati. Pochissimi. E non puoi giudicarli, perchè qui le cose funzionano diversamente. Perchè se in Italia non esiste più la meritocrazia, forse qua non è mai arrivata. E allora ti ritrovi ad assistere alla presentazione di un libro sul Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini che per tutto il dibattito viene chiamato Cristo si è fermato a Eboli! Vedi la giunta comunale mettere i bastoni fra le ruote a un'associazione culturale di giovani che porta soldi alla zona. Perchè da due anni organizza un evento, Cantinando, che attira nel paese migliaia di persone. Perchè si sbatte. Perchè ci crede. E questo per me è illogico. Dovrebbero darci una mano. Se ci fosse un minimo di cultura e di competenza. Ma la gente che occupa i posti non lo fa per merito. E così ci vogliono due giorni per fare la carta di identità. L'assessore alla cultura non sa usare il congiuntivo e dubito che abbia mai letto un libro di poesie. Non esiste una biblioteca comunale. Il parco urbano delle cantine, dove Pasolini ha girato la prima parte del film Il vangelo secondo Matteo,  è stato abbandonato a se stesso fino a quest'estate. Fino a quando un gruppo di ragazzi si è rimboccato le maniche e ha ripulito tutto. Tutto. E loro ci prendevano per il culo. "Chi ve lo fa fare?". Chi ce lo fa fare... Ma nonostante tutto io adoro questa terra. Adoro il profumo di vino che in questi giorni invade le strade del paese. Adoro la fila di camioncini carichi di sacchi di olive davanti all'oleificio. Adoro le sagre di castagne. Adoro il freddo pungente che ti tiene sveglio e carico. Adoro i colori dell'autunno da queste parti che sono una festa per gli occhi. Adoro il monte Vulture. Adoro le processioni con i canti in onore di Maria Santissima di Costantinopoli cantati in un idioma pseudoitaliano. Adoro vedere i greggi di pecore attraversare le strade. Adoro i melograni della vigna di mio padre. Adoro il sapore del nostro olio. Adoro gli infiniti spazi verdi. Adoro l'Aglianico del Vulture. E quando sono a Ravenna mi manca tutto come l'aria. Sono terrona e me ne vanto. Sono terrona e sento nelle vene il sangue dei briganti. Sono terrona e soffro all'idea che anche il mio cervello debba abbandonare questa latitudine.

postato da ipo | 12:15 | commenti (2)
casa, futuro, lucania