"Passerà anche questa stazione senza far male,
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore,
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore. "
(Faber)
Mi manca da morire...altro che senza far male! Vorrei andare in letargo e svegliarmi tra sei mesi...così non sento questa sensazione di angoscia che prende lo stomaco appena apro gli occhi. E si, perchè non basta il giorno a tormentarti con i pensieri...poi, quando sfinito di canne vai a letto e leggi finchè non ti si chiudono gli occhi, cominciano i sogni...Bastardissimi sogni! Senti il suo profumo, senti il suo sapore, la sua voce...e sembra tutto così vero che appena apri gli occhi pensi "Chissà se il mio bel pittore si è svegliato". Un pensiero rapidissimo, che dura un istante, perchè poi la realtà prende a schiaffi chissà quale emisfero del tuo cervello e tutto torna come la sera prima. L'angoscia, la nostalgia, i dubbi..."Chissà che fa? Chissà se almeno un pò mi pensa...se almeno un pò gli manco...". Tanto la sai la risposta...forse è meglio così...almeno non ti nutri di false speranze...E ti rendi conto che ti mancano le più piccole stronzate...anche quelle cose che ti davano fastidio, che ti scocciavano...Perchè è così duro da accettare il non amore? Ma soprattutto, perchè esiste il non amore? Ai tempi di Dante si era convinti che chi è amato da qualcuno è costretto a riamare quel qualcuno...come si fa a non ricambiare chi per te prova il sentimento più bello, più nobile, più puro? Ma non è così nella vita...Ed è così difficile da accettare...Non ti ama? Ma come fa? Non lo sente il tuo cuore? Dov'è finito il suo amore? Poi smetti di vedere una persona così...da un giorno all'altro...ti manca l'aria...Dio mio, se ti manca l'aria! E ogni volta che squilla il telefono si ferma il cuore per qualche secondo...e il mio telefono squilla sempre...quindi sono a rischio infarto! Si, sarò patetica, ma sti cazzi! e poi chi leggerà sto post? Due o tre amici miei che mi conoscono e che sanno già come va...Poi voglio vedere chi non ha mai pianto per amore! Va bè, chiudiamola qua che è meglio.
"Il dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.
Ha la faccia di un bambino
e gli occhi di un lupo triste
che ti lecca la mano,
conosce ogni parola che non esiste
e te le insegna una per una
piano piano
Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
com’era bello l’amore,
e te ne vai in giro
come un vecchio cane sfiancato
che non sente più nessun odore,
torni a casa con la divisa di un soldato
che non crede più nell’onore
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Il bambino rincorreva
la sua barca di carta,
che ci vedeva la vita,
ma il tempo non ha tempo,
l’orologio s’incarta,
la bussola è impazzita
cammini dentro una nebbia
di persone e di cose
che ti facevano sognare,
e hai voglia di andar via
senza accampare scuse
per non aver saputo amare,
quando hai finito tutte le più inutili scuse
per potere restare
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
e piagnistei per scrivere canzoni;
vorrei guardare più lontano,
ma lontano adesso è un tempo
spaventosamente breve,
vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
risvegliarmi che non so nemmeno dove
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via. "
(Roberto Vecchioni)
E'possibile che Vecchioni stia mentendo? E'possibile che quando de Andrè scriveva Hotel Supramonte alla sua Dori non fosse sincero? E'possibile che Conte fosse falso quando prometteva a Egle libertà e perline colorate e una stretta forte della sua mano? E Tenco, quando confessava di essersi pentito di averla incontrata? E Gino Paoli, che si è sparato al cuore per Stefania Sandrelli e nel suo petto c'è ancora la pallottola? Mentiva anche lui? Per non parlare di Vinicio e delle sue sbronze tristi per amore. E Benigni che non ha mai detto (secondo lui) alla sua Nicoletta quanto l'amava e quanto l'ama. E lo straziante Ne me quitte pas di Brel. E Totò, che piangeva la sua faccia d'angelo fatta per ingannare. E Dante, che per Beatrice si è inventato l'inferno. Bluffavano tutti? E Jeanne Hébuterne?...lei è il massimo...il giorno dopo la morte di Amedeo Modigliani si è buttata dalla finestra all'ottavo mese di gravidanza, perchè non sopportava l'idea che nessuno più dipingesse il suo delicatissimo collo...Stava recitando la parte della mogliettina perfetta? E l'orecchio di van Gogh? Ah, beh, lui non conta, lui era pazzo...così come non contano le rose che Dino Campana ha colto alla sua Sibilla...nè il pianto di Alda Merini...L'inno alla gelosia di Saffo pure non fa testo perchè lesbico... E tutte quelle manette di Sepulveda sul suo credo, di Petrarca per Laura, di Ulisse per Penelope, di Didone per Enea? Ma tutti sti stronzi, secondo voi, erano sinceri? Questo grande amore che vantavano di sentire, che urlavano nella notte, contro la loro simbolica luna, sotto le loro cazzo di stelle esisteva davvero? O erano tutti dei bugiardi, come Orfeo, l'egoista Orfeo, l'individualistico Orfeo. E tutti si sono preoccupati del dolore di Orfeo...di Orfeo, che ha avuto il coraggio di sfidare Ade e Proserpina per riavere la sua Euridice, che non smetteva di cantare il suo dolore, che non cessava di ripetere il suo nome...perchè non c'era più vita senza Euridice...perchè era sopravvivere senza il suo amore, senza il suo corpo, senza i suoi baci...Ed è riuscito a convincere tutti...è riuscito a prendere per il culo Caronte...si, Caronte lo ha traghettato gratis...con le lacrime che inondavano i suoi eterni occhi di bragia, che gli rigavano le gote lanose e bianche... perchè non si poteva sentire un simile dolore senza piangere...senza bestemmiare Zeus per quel destino infausto...E'riuscito a prendere per il culo Cerbero...Cerbero ringhioso, azzannatore, rabbioso si è ammansito come un gattino davanti a quella cetra e a quella voce...Cerbero non era che una bestia...non avrebbe potuto fermare l'ostinazione di un amore così grande...Ed è riuscito a prendere per il culo Ade, signore degli inferi, e Proserpina, sua sposa, costretta a vivere tra le ombre, lontana dalla luce del sole, dalla musica, dalla poesia...Orfeo è riuscito a vincerli, a sconfiggerli con questo cazzo di amore per la sua Euridice...Ha attraversato mezza Ellade menando a tutti quanto era bella Euridice, cos'erano i suoi capelli, i suoi fianchi, le sue labbra, le sue mani...E aveva convinto tutti...perfino Ade e Proserpina...La rivoleva? E che se la riprendesse! A un patto, però: non uno sguardo al suo bel viso, per tutto il tragitto infernale. E Orfeo è ritornato sui suoi passi, cantando...cantando la gioia di sentire finalmente il suo respiro dietro di sè...di sentirla arrancare faticosamente, lei, Euridice....Ed erano quasi giunti....la luce era lì...a due passi...Lei sentiva già il calore riaccarezzarle il corpo...era lì a due passi il sole, la natura, la vita...e proprio quando credeva di sentire di nuovo l'ossigeno invaderle ogni cellula dei polmoni, una spinta sovrannaturale la ricacciò indietro, nelle tenebre, nell'inverno, nel buio, tra le ombre mute...Orfeo si era voltato e l'aveva guardata...Perchè l'aveva guardata? Proprio quando ce l'avevano fatta. Proprio quando avrebbe potuto riabbracciarlo finalmente. Orfeo si era voltato. Così, come se qualcuno l'avesse chiamato alle spalle. Si era voltato, senza nemmeno guardarla negli occhi...senza nemmeno vedere la disperazione del suo viso mentre sprofondava nell'oscurità. Si era voltato fissando un punto lontano...Sì, sapeva che avrebbe perso di nuovo la sua Euridice, ma avrebbe avuto la storia più struggente da cantare...di lui, che per la paura di non saperla dietro di sè, si era voltato...di lui, che ci aveva provato...Euridice aveva da lamentare solo il suo troppo amore! Aveva la tragedia sentimentale di tutti i tempi da suonare...Il nome di Orfeo avrebbe raggiunto le vette dell'Olimpo...E così fu. Ci aveva visto giusto, il verme. Quell'enorme menzogna ha conquistato tutti...tutti...Ma Euridice? Nessuno si è curato di Euridice. Anche lei ci aveva creduto...Era riuscito a prendere per il culo anche lei... lei che "così morì per la seconda volta ma non si lamentò affatto del marito (di cosa avrebbe dovuto lamentarsi se non di essere stata amata così tanto?) e infine gli diede l'estrmo saluto."