In "Cristo si è fermato a Eboli", Carlo Levi descrive in maniera molto pittoresca e dettagliata il medico di Gagliano, paesino nel materano in cui era stato mandato al confino. Si trattava di un individuo totalmente ignaro della propria professione. Come se io domani decidessi di dedicarmi alla fisica nucleare. A causa della sua scarsa, nulla, competenza medica, gli abitanti del paese avevano preso a definirlo "medicaciucci" (senza nulla togliere ai veterinari). Ora, visto e considerato che il confino di Carlo Levi risale al 1935 e che, sì Cristo si è fermato a Eboli, ma sarà pure ripartito (dopo na sessantina d'anni penso che di Eboli ne avrà pur avute piene le palle!), la mia sacra fiducia nella scienza e nella ricerca mi ha fatto ipotizzare la definitiva scomparsa di questa categoria, per così dire, poco professionale.
Ma anche no! L'umanità non può fare a meno del medicaciucci...e io sono 15 anni che, senza saperlo (ma fortemente sospettandolo), ci ho a che fare. Proprio stasera mi sono recata dal mio medicaciucci di famiglia, per avere delucidazioni su un dolore alla spalla destra che da ormai un anno accompagna la mia, già abbastanza ipocondriaca, esistenza. Il medicaciucci mi guardava come se io fossi Ugo Tognazzi e gli stessi parlando di un "musacchio,qui, proprio sulla giobracca...che non è un dolore costante ma più un fizzotto...". Vista la sua faccia avevo già intiuto il triste epilogo. Infatti, il medicaciucci, per non deludere le mie aspettative, mi ha prescritto un blando anti-depressivo per due mesi, spacciandomelo per un diminuitore della soglia del dolore. Bene cari amici, oggi anche voi avete fatto la conoscenza del medicaciucci, che come il gatto mammone o l'uomo nero, non abbandonerà più i vostri sonni (se non addirittura sogni!). Quindi, se qualcuno di voi sta poco bene, può tranquillamente prendere appuntamento dal mio segretario. Perchè tra me e il medicaciucci la differenza è davvero un capello!
