Questo post è in risposta a quanto Anto1982 ha scritto ieri.
Cara Anto, mi hai fatto pensare a una cosa: e se le filastrocche che ci cantavano da piccoli in realtà fossero dei mantra provvidenziali? Provo a spiegarmi. Facciamo finta che esista qualcosa di superiore a noi, tipo Dio. Dato che Dio, per definizione, vede e prevede tutto, lui sapeva che tu avresti vissuto questo periodo di dubbi e insoddisfazioni. Per questo motivo, magari, ha suggerito a tua madre le parole di quella filastrocca, perchè al momento giusto riemergessero suggerendoti la soluzione. Ora si tratta di un problema di interpretazione. Dovrà essere una partenza fisica o spirituale? Forse è come la Divina Commedia! Pensa, mia madre mi cantava sempre una canzone da piccola che io non ho mai dimenticato. E quando la canticchio mi fa sentire protetta.
"Era una notte, pioveva a catinelle,
si andava in giro senza le bretelle,
poi da lontano vidi un cimitero...
come era nero, oh come era nero!
E saltellando tra una tomba e tomba
vidi una bionda, mamma mia che bionda!
Era il fantasma della zia Gioconda,
che ripuliva la sua tomba nera e fonda.
E il gatto nero, re del cimitero,
se la rosicchiava, se la rosicchiava!
Questa canzone non ha significato,
è come fare il vino nel bucato,
è come dire buonanotte al muro
o come lavarsi i denti col cianuro!"
Lo so, sembra un delirio di Tim Burton...non so dove l'abbia pescata...però a me piaceva da morire! Forse dovevo cantarla allo psicoterapeuta,...a proposito della ricerca recondita delle cause della mia fottutissima paura della morte! (sembro un etrusco!) Magari era un suggerimento provvidenziale anche questo. Per la serie: si, prima o poi si morirà, ma chi ti dice che lo spettacolo finirà lì? Ok, anche oggi abbiamo dato...in stronzate ovviamente!
